Pattume
21/12/2010
C’è rampetta e rampetta, perbacco
21/12/2010

Quousque tandem

Macché bicicletta… Sto a fà na citazione Romana, perché ‘Civis Romanus Sum’.

In sostanza si tratta di Marco Tullio Cicerone che dice a Catilina: “Fino a quando, Catilina, vorrai abusare della nostra pazienza?”. Per la cronaca il Senato Romano alla fine mandò le legioni contro Catilina e lo annientò; per i più curiosi su Wiki c’è tutto ciò che serve sapere.

Insomma… Alla fine pesta i piedi di quà, esci con una escort dillà, il nonstro beneamato premier ha fatto girare i maroni la mondo intero. Ah, dimenticavo: gli itaGLiani babbioni che si tengono informati solo con la TV sapranno poco di questi avvenimenti, perché non viviamo più in una democrazia, né politica né dell’informazione.


Lo zoccolo duro dei democratici tiene botta, ma sono previsti tempi grami.

Perché tirare in ballo Cicerone? È successo che il premier, infastidito da tanto dissenso, ha denunciato il quotidiano Repubblica per aver pubblicato le 10 domande (cui non è mai stata data risposta). Ma come si permettono?


E la stampa estera stavolta ha fatto casino. (Repubblica, Il Corriere).

Ho fatto un PDF della pagina di Repubblica perché poi magari uno si scorda e la pagina scompare…

L’arroganza del personaggio sta diventando troppo grande perché possa essere ignorata, ed all’estero il primo ministro non gode delle immunità che si è procurato qui. Direi giustamente, peraltro.

Per questo, vedendo il coro unanime dell’intero schieramento politico estero rispondere al nostro presidente del consiglio, mi è sgorgata dal cuore questa Catilinaria: a forza di tirarla la corda si spezza. Peraltro stiamo assistendo all’ennesima manifestazione di incapacità del nostro premier, che, non dimentichiamolo, non si trova dove è per suoi meriti.

Riporto per completezza le parole dei giornalisti esteri in riferimento alla denuncia al quotidiano Repuibblica per aver ‘osato’ chiedere al premier perché va con le escort (puttana, escort significa prostituta) e con le minorenni:

I giornali esistono per fare domande, e allora le pubblichiamo anche noi

JOFFRIN: “PUBBLICHIAMO LE 10 DOMANDE”
E’ un inammissibile attacco alla libertà di espressione e di critica. Non mi stupisce che venga da un personaggio come Berlusconi, ma è un segnale inquietante per tutta l’Europa. Tra l’altro, non escludo che si possa fare ricorso alla Corte europea per contrastare questa palese minaccia al diritto dell’informazione. I metodi del primo ministro italiano mostrano un disprezzo assoluto delle regole democratiche. Rispondere alle domande dei giornalisti è infatti il minimo che gli elettori possono pretendere da ogni governante. Berlusconi invece è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. Fa finta di dire che sono attacchi alla sua vita privata e cerca di nascondere alle troppe menzogne che ha detto in questi mesi. I suoi metodi mi ricordano quelli di Putin: manca soltanto che faccia uccidere i giornalisti più scomodi. In Francia non sarebbe pensabile una denuncia come quella che ha fatto Berlusconi a Repubblica. Sarebbe uno scandalo. Esiste una tacita regola repubblicana che impedisce al Presidente di portare in giustizia giornalisti e oppositori. Libération ha deciso che pubblicherà le 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi.
Laurent Joffrin (direttore di Liberation)

GREILSAMER: “SEMBRA UNA BRUTTA FAVOLA”
Se il Presidente Berlusconi è il garante delle libertà pubbliche in Italia, come può fare causa contro Repubblica? Se il Presidente deve assicurare alla stampa le condizioni per il pluralismo, come ammettere poi che gli chieda un riscatto pari a 1 milione di euro? Se il Presidente è il padre della nazione, come comprendere che si rivolti contro uno dei suoi figli ombrosi e indipendenti? Un Presidente contro un Giornale: sembra una brutta favola. Si chiama scandalo.
Laurent Greilsamer (vicedirettore Le Monde)

THREARD: “BERLUSCONI FACCIA MARCIA INDIETRO”
Pochi presidenti francesi hanno brandito la minaccia legale contro un giornale. Nei rari casi in cui è successo, sono stati costretti a rinunciare. Il caso di Berlusconi mi ricorda la storia di Valery Giscard d’Estaing e del Canard Enchainé. Quando il settimanale pubblicò l’inchiesta sullo scandalo dei diamanti del ditattore Bocassa, il presidente promise di denunciarli. Poi, però, fece marcia indietro. Aveva capito che sarebbe diventato ancor più impopolare e che gran parte del paese lo avrebbe accusato di voler imbavagliare la stampa. E’ auspicabile che Berlusconi faccia altrettanto. Un primo ministro deve essere al di sopra della mischia.
Yves Threard (vicedirettore Le Figaro)

RUSBRIDGER: “ESISTIAMO PER FARE DOMANDE”
Gli organi di informazione indipendenti esistono per chiedere domande scomode ai politici. In Gran Bretagna, come nella maggior parte delle democrazie, sarebbe impensabile per un primo ministro fare causa a un giornale perché fa delle domande. Sarebbe anche impensabile usare le leggi sulla diffamazione per impedire ai cittadini di sapere quello che autorevoli giornali stranieri stanno dicendo sul loro paese. Le azioni contro la Repubblica somigliano molto a un tentativo di ridurre al silenzio o intimidire gli organi di informazione che rimangono direttamente o indirettamente indipendenti dal primo ministro italiano. Spero che i giornali di tutto il mondo seguano con grande attenzione questa storia.
Alan Rusbridger (direttore del quotidiano The Guardian di Londra)

CAMPBELL: “INIMMAGINABILE”
Chiunque abbia esperienza del modo in cui funzionano i media in Gran Bretagna, troverà piuttosto straordinario il fatto che un primo ministro faccia causa a un giornale per una serie di domande, e per avere riportato quello che scrivono giornali stranieri.
Il tutto è ancora più straordinario perché il primo ministro in questione è a sua volta un potentissimo editore. Un fatto, anche questo, che sarebbe inimmaginabile nella cultura politica del nostro paese.
Alastair Campbell (ex portavoce di Tony Blair)

DI LORENZO: “E’ IN GIOCO LA DEMOCRAZIA”
Per il direttore di Die Zeit, “la questione non riguarda certo solo Repubblica, è in gioco il ruolo dei media in una democrazia. E non credo che Repubblica si lascerà intimidire, per cui non capisco il passo di Berlusconi nemmeno da un punto di vista tattico.
Giovanni Di Lorenzo (direttore di Die Zeit)

VIDAL: “UN AVVERTIMENTO A TUTTI I GIORNALISTI”
Questa denuncia è un avvertimento a tutti i giornalisti italiani, un modo di zittire la stampa. Il messaggio è chiaro: vietato criticare, vietato fare domande. E’ molto preoccupante vedere che il premier italiano vuole colpire così platealmente una delle poche voci di informazione libera e indipendente. La cifra richiesta, poi, è disproporzionata. Nel merito il premier italiano sbaglia, perché il compito di un organo di stampa è anche quello di fare domande. La Repubblica ha posto domande non soltanto sono legittime ma sono anche doverose, visto che Berlusconi ha spudoratamente mentito al suo paese. Questo attacco legale dimostra che in Italia c’è un’anomalia, ovvero un premier proprietario di un impero mediatico che ha anche la tendenza a voler mettere sotto silenzio l’opposizione. Reporters Sans Frontières è pronta a denunciare in ogni sede internazionale questo grave attacco alla libertà di stampa in Italia.
Esa Vidal (responsabile Europa Reporters sans Frontieres)

WERGIN: “IN ITALIA POCA PLURALITA”
Secondo Clemens Wergin, editorialista di politica estera ed esperto di affari italiani della Welt, a proposito della querela di Berlusconi legata alle dieci domande poste da Repubblica, “il fatto è strano, visto che la pluralità del panorama mediatico in Italia mi sembra già abbastanza ristretto. La situazione appare a tinte forti in generale, uno scandalo in cui sembra essere coinvolto il capo del governo italiano, feste forse con prostitute seminude, sembra molto strana, vista dalla Berlino protestante, dove governa una Cancelliera tutt’altro che a forti tinte. Berlusconi ha commesso un grave errore, sembra che non capisca il ruolo di una stampa libera. Il semplice fatto che Repubblica abbia posto domande è parte del giusto ruolo dei media. Uno stile inquietante.”
Clemens Wergin (editorialista del Die Welt)

GIESBERT: “LA DEMOCRAZIA E’ MALATA”
Il conflitto tra il potere politico e la stampa è sempre latente ma quando esplode in questo modo significa che la democrazia è malata. Finora in Francia c’è stata una regola d’oro secondo la quale i Presidenti non si rivolgono a un giudice per difendersi dagli attacchi dei giornali. Per i francesi la funzione presidenziale è sacra. Il capo dello Stato sa che se si abbassasse a questi metodi contro la stampa perderebbe inevitabilmente prestigio. Il fatto che Berlusconi abbia attaccato legalmente Repubblica è un’ammissione di debolezza. Il vostro capo del governo si comporta come un qualsiasi cittadino, dimenticando il suo ruolo istituzionale. Ma per il vostro giornale è paradossalmente anche un attestato di libertà e di indipendenza.
Franz-Olivier Giesbert (direttore di Le Point)

THUREAU-DAUGIN: UN PRECEDENTE PERICOLOSO PER L’EUROPA
Courrier International aveva già pubblicato le prime 10 domande a Berlusconi. Dopo questo attacco legale degli avvocati del premier, abbiamo deciso che mostreremo ai nostri lettori anche le 10 nuove domande. Ci sembra un atto doveroso nei confronti di Repubblica, che ha condotto una campagna insistente e coraggiosa. Sarebbe molto preoccupante se i magistrati italiani stabilissero il carattere diffamatorio di questi dieci, semplici interrogativi. Potrebbe essere un precedente pericoloso per tutta l’Europa.
Philippe Thureau-Daugin (direttore di Courrier International)

(28 agosto 2009)

Io trovo straordinario che qualcuno possa ancora dire che il premier sta facendo un buon lavoro. Vorrei che queste persone avessero una figlia minorenne nel giro delle amichette di B. per sentire cosa ne pensano. O pensassero al deputato Mele (cristianamente sposato con una ignara consorte) scoperto con transessuali e droga in quantità che ancora siede in Parlamento e a cui viene passato l’assegnuccio per i ‘divertissements’ a nostre spese.

Vorrei anche non essere una colonia culturale del nordamerica… Ma questa è una faccenda diversa…

Il materiale proviene da Repubblica, e spero non se ne abbiano a male.

Mostra Social
Nascondi Social