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Le Perseidi

Stellata_02San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade …

Iniziava così Giovanni Pascoli, che in quella notte di meraviglie perdeva il padre, ucciso da una fucilata mentre rincasava sul suo carretto. Triste, tristissimo evento che segnerà la vita del poeta toscano ma che regalerà a tutti noi il ricordo della notte di San Lorenzo, il 10 di Agosto. Al di là delle note biografiche del Pascoli questa notte è da sempre occasione di grande meraviglia nel vedere il cielo notturno attraversato dalle Perseidi che nel girovagare per l’universo, in questo periodo dell’anno, si trovano ad incrociare l’orbita della nostra Terra.

Il ricordo dei cieli stellati delle isole del Dodecanneso, del nero totale dell’Atlantico, l’infinita luce della Via Lattea nel deserto difficilmente potrò scordarli e la sensazione di assoluta inconsistenza che si prova dinanzi al firmamento è una delle più bei ricordi che mi porto dietro. Perché non c’è essere vivente che non ammutolisca dinanzi allo spettacolo del cielo stellato. Mmmm… No, mi sovvengono un paio di soggetti che non starebbero zitti neanche lì.

Spettacolo mirabolante insomma, specie se non c’è Luna e si trova un posto senza -troppo- inquinamento luminoso, meglio se in alto. Chi segue questo blog conosce il mio amore per le stelle, per la Luna, per l’Universo. Potevo quindi esimermi dal fare qualcosa in questo San Lorenzo di Luna nuova, con la Via Lattea stampata in mezzo al cielo per la gran parte della notte?

Decido di andare a Malga San Giorgio, in Lessinia. Circa 1.600 metri di altezza; il paese più vicino, Bosco Chiesanuova, a una dozzina di chilometri. Il tutto a circa 35 km da Verona. Carico le batterie della macchina fotografica, preparo la borsa con tutto cià che potrà servirmi, prendo su due obiettivi, torcia elettrica (sarà buio), cavalletto. Carico tutto sulla Vespa e parto. Fisso alla cintura un coltellino piccolo ma tosto: la Lessinia è un luogo ancora piuttosto selvatico o potrebbe servire.

Stellata_04

È circa mezzanotte e ci metto poco meno di un’ora ad arrivare. Strade di montagna, molte curve. Superato Bosco la strada diventa ripida e solitaria. Non arrivo proprio a Malga San Giorgio ma mi fermo un poco prima, dove c’è uno spiazzo che corrisponde al punto più alto della strada. Ci sono due o tre auto di persone ferme a guardare la magnificenza del cielo. Mi spiace di essere arrivato a fari accesi ed avere disturbato, ma tanto è…

Mi fermo e comincio, in silenzio nel buio, a montare l’attrezzatura: distendo il cavalletto, avvito l’attacco della testa snodata al fondo della macchina (mannaggia potevo farlo a casa), connetto comando a distanza dello scatto, monto un grandangolo piuttosto spinto.

I giorni precedenti mi ero documentato (evviva internet!) ed avevo una idea di quello che dovevo fare. Macchina in manuale, 3200 iso (massima sensibilità per la mia vecchia Canon 50D), diaframma a 4.5 (massimo dell’apertura per il mio 11/16). Insomma, l’attrezzatura è quello che è: sono un hobbista e non mi serve davvero una attrezzatura professionale. Ci penso un po’ su e decido che 60 secondi di tempo di scatto dovrebbero andar bene.

Stellata_02Lo so che c’è la regola del 600, ma non potevo farci nulla perché con un tempo più lungo si sarebbero viste le stelle muoversi e lasciare una scia. Inoltre con solo 3200 iso a disposizione le eventuali scie di piccole meteore si sarebbero perse. Inizio a scattare. Fa freddino e mi sono messo una giacchettina da pioggia che porto sempre nel bauletto della Vespa. All’inizio conto (quattrocentoventi, quattrocentoventuno…) poi programmo un timer nel telefono: molto meglio.

Poche stelle cadenti (un paio bellissime però), molti satelliti (fatevi i fatti vostri, impiccioni!), due chiacchiere con i due, marito e moglie, dell’auto vicino a me che, dopo una mezz’ora infreddoliti se ne sono andati. A quel punto ero rimasto solo sotto le stelle. La sensazione era bellissima. Ma ero solo per modo di dire, perché presto mi sono accorto che al di là della strada c’era una mezza dozzina di mucche a guardare il cretino che disturbava il loro sonno.

Insomma ho fatto una quarantina di scatti (ad un minuto l’uno ci vuole il tempo che ci vuole) poi ho salutato le mucche, smontato tutto e tornato dabbasso. Su a San Giorgio c’erano 17 gradi, in città si stava oltre i 30…

Stellata_01

Il giorno dopo ho messo mano ai file e ho constatato che la mia attrezzatura è proprio al limite tecnico della possibilità di scattare foto al cielo stellato. Ma va bene lo stesso e comunque l’occasione di starsene da soli sotto le stelle non ha prezzo.

Stellata_03

Penso alle mucche della Lessinia, che ogni sera possono starsene sotto le stelle a riflettere sull’inconsapevolezza della razza umana, che ha barattato l’infinito dell’universo con degli squallidi lampioni giallini.

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