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MTB: Mucche e Freschino

mica mi attaccherà?Fa caldo. Da qualche giorno in qua è arrivato il caldo estivo e per essere a fine Luglio non c’è male. Ci siamo lamentati che pioveva e faceva freddo? E la natura, inesorabile come un semaforo rosso, ci ha ripagati con la calura estiva. E come ci si protegge da questo caldo afoso ed umido?

Facile: prendendo il bus per Malga San Giorgio ed andando a pedalare in Podestaria 😀

In quota (circa 1.800 metri) ci sono poco più di una ventina di gradi ed addirittura si rischia di prendere un acquazzone, perbacco. Sempre meglio portarsi qualcosa per coprirsi ed uno spolverino da pioggia. I più previdenti montano le gomme da acqua, ma io non arrivo a tanto 🙂

Alla partenza il BikeBus era pieno. Mai vista tanta gente e tante biciclette. Un’oretta e mezza e si arriva nella conca di Malga San Giorgio; da qui, come chi mi legge sa bene, non si può fal altro che salire, mannaggia. Alla fine della salita anche una placida mucca è in grado di rappresentare un pericolo, visto che di energie per scappare non ce n’è proprio. I bovini sono comunque tutt’altro che aggressivi, per fortuna. In alto però la vista è spettacolosa ed il colpo d’occhio è unico.

gli spietati bovini della Podestaria il panorama a perdita d'occhio

Molti i ciclisti sui sentieri, ma rispetto ad altre volte poche le persone. Come d’abitudine in montagna ci si saluta con un cortese ‘buongiorno’ quando ci si incontra. Per la verità io saluto con un semplice ‘salve’, perché ho timore di farmi riconoscere da qualche integralista montano: si sa, sono romano. E comunque mentre si sale e si va piano si ha il tempo di salutare mentre quando si scende a perdifiato non si riesce. Forse potremmo andare più piano in discesa per poter essere cortesi con i passeggiatori… Mah.. È che si sale solo per poter scendere a tutta birra, saltare sui dossi, frenare sgommando, tutte cose che si facevano da bimbi in cortile e che ora, superati da un bel po’ gli ‘anta rifacciamo volentieri. È proprio vero che andando avanti con gli anni si torna bambini.

Comunque Podestaria, Passo delel Fittanze, Ronconi, Sant’Anna d’Alfaedo, Cona, Spiazzo, poi a rotta di collo in discesa verso Cerna, Torbe, Negrar e poi Verona, Poco meno di sessanta chilometri.

si guarda il panorama e si socializza con gli altri ciclopasseggiatori Sant'Anna d'Alfaedo fermi dopo otto tornanti in 1200 metri di discesa

Per chi ne avesse voglia ecco il tracciato (anche visibile su Google Maps) ed il profilo altimentico:

gps_itinerario gps_altimetrie

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