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Di seguito gli articoli pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Sto per vendere la Martin 000-18 del `52.
Questa cosa certamente mi deprime, ma il senso di inutilità che mi pervade al saperla mai suonata è maggiore... Spero che vada in mano ad un musicista che la usi come si deve piuttosto che ad un collezionista che l`appende al muro e se la guarda.
Non la suonavo mai; preferisco la D28, più morbida e meno spigolosa da trattare... Un carattere più facile, insomma...
Questi strumenti hanno un`anima. Non sono costruiti da macchine ma da persone, ed è inevitabile che una parte dell`uomo che sega, scartavetra, lima e raspa finisca nell`oggetto che poi prendiamo in mano e, con inconsapevolezza, cerchiamo di far suonare.
Esistono strumenti che si danno facilmente; altri più ombrosi, chiusi, che non si manifestano al primo contatto. La mia 000 appartiene a quest`ultima categoria. Ad una primo impatto sembra dura, afona... Secondo me se la tira ed ha anche un po` di puzza sotto il naso. Suonandola si `scioglie` ed alla fine viene fuori la sua vera indole: grande suono, tastiera incredibile, facilità nel fare qualsiasi cosa. Stare di fronte (e suonare) ad uno che la suoni è disarmante: il suo volume è tale da impedire di sentire la propria chitarra.
Solo che... Solo che non suono più tantissimo e per quel poco che mi capita alla fine preferisco la D28, più `umana` sotto tutti i punti di vista... Una vecchia baldracca che si da a chiunque insomma.
La verità è che non la merito. Lei è una sopravvissuta (è del `52); io una caccola per giunta neanche vero musicista. Quella cerca chi sia in grado di farla vibrare come merita... E benché depresso e demoralizzato mi rendo conto di non aver nessun diritto su di lei e penso che debba seguire il suo destino.
Beh... Almeno telefona, scrivi... Una cartolinetta ogni tanto...
Sono andato a Milano con Rudy. Apriva il concerto dei Neville Brothers.
Dichiaro qui la mia ignoranza, ma non li conoscevo. O meglio... Mi era capitato di ascoltarli, ma non avevo mai collegato quei brani a quel nome.
Comunque...
È stata una esperienza decisamente mistica. Non sono bravi... Di più... Un tessuto musicale ed armonico impressionante... Uno dei più bei concerti che abbia mai visto...
Fanno una specie di blues/funky/rock/country... Sono tutti di New Orleans, e il sound e l`approccio armonico che li caratterizza risentono delle contaminazioni culturali (non solo musicali) di quella terra... La band è praticamente tutta composta da neri (i 4 fratelli Neville piùchitarra, basso e batteria)... Il chitarrista è cinese (!), molto bravo. Il repertorio è composto da loro brani... Poi, come per una magia, attaccano degli standard, eseguiti alla loro maniera. Irriconoscibili ma entusiasmanti...
Mi deprime pensare che quella sera iniziava Sanremo...
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