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 Una sera d'estate... di Giovanni
 
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Chi vuole i turchi se li ammazza

Anto
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Di seguito gli articoli pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Giovanni (del 22/12/2009 @ 16:09:15, in costume, letto 514 volte)

Almeno in Italia... Tanto gli effetti sono gli stessi.



Bastano due gocce d'acqua o una decina di centimetri di neve per paralizzare il paese. La radio trasmette dei veri e propri bollettini di guerra. Ondaverde fornisce descrizioni alla 'the day after'... Caporetto, siamo a Caporetto.

Un paio di anni fa decido di andare in vacanza in Calabria, a Tropea. Partirò col treno... Lì ho degli amici e l'auto non mi serve... Vagone letto... Una dormita e ci si sveglia a destinazione. Partenza la sera alle 20, arrivo alle 8 della mattina successiva. La mattina verso le 7 e mezza mi sveglio. Pioviggina; il treno è fermo e siamo molto lontano da Tropea... Passa il capotreno e gli domando cosa accade. "È la pioggia", mi dice. "Quando piove c'è dispersione ed i treni si fermano". Ed io: "Ma io vivo a Verona e se succedesse una cosa del genere da settembre a maggio i terni sarebbero sempre fermi...". E lui " Ehhh ma voi siete al nord, e lì è diverso...". Pensai dapprima alla presa per il culo. Poi capii che le cose stavano davvero così: ci sono dei posti dove se un treno si ferma a causa della pioggia si tratta di una cosa normale.

Passano due annetti ed ecco la nevicata record con il freddo record (ma è sempre record? I nostri nonni come facevano?)  a bloccare il Nord. I treni non vanno perché la neve rende pericoloso l'avanzamento e si rischia il deragliamento. Gli scambi non scambiano perché si ghiacciano. Le strade sono gelate e si rischia di sbandare e farsi del male; anche le autostrade sono percorribili con difficoltà ed alcuni caselli sono addirittura chiusi.

Ma allora? Allora per conquistare l'Italia basterebbe una bella danza della pioggia: si blocca tutto e si parte alla conquista.

Mi sento ridicolo. Ridicolo e preso in giro.

I treni... Ci danno da digerire l'immagine dell'alta velocità, dell'alta tecnologia, del lusso, dell' 'in gara con l'aereo'. Le ferrovie italiane sono allo sfascio da anni. Pensate che dopo che un 'Cisalpino', treno italiano che parte da milano per andare a Ginevra, ha bloccato il tunnel del San Gottardo per tre ore a causa di  guasto 'per mancata manutenzione', gli svizzeri non vogliono più i nostri treni sulle loro rotaie. Bella figura abbiamo fatto... L'80% del traffico ferrato svizzero passa dal San Gottardo e tutti i treni hanno subito ritardi di oltre due ore. Il primo ministro svizzero voleva rassegnare le dimissioni... Da allora GNente treni italiani in Svizzera.

Era così difficile prevedere qualcosa che facesse marciare i nostri bellissimi treni anche con un minimo di cattivo tempo? E pensare ad un treno i cui complicatissimi meccanismi potessere funzionare anche a temperature (per il Nord Italia) consuete? A -10° c'è pericolo di blocchi nei meccanismi di oscillazione, dei freni e di chissà cosa non ci diranno mai. E pensare che il biglietto da Roma a Verona costa 60€, e che il treno ha sempre qualche problema (ho una bellissima foto dell'unico cesso accessibile del treno con la tazza piena a strabordare) e non sono MAI in orario.


Lo so che Trenitalia dice che i treni sono in buona parte in orario, ma è perché i ritardi di 10/15 minuti non li conteggiano più e fanno finta che non si accaduto. Non più tardi di venerdì scorso il diretto Roma Verona è arrivato con 13 minuti di ritardo, e sugli orari era riportato in orario: si chiama 'barare'. Ma cosa vuoi che importino 10 minuti il più o in meno... Ah daccordo. Allora la prossima volta che pagherò il biglietto darò 10 euro in meno e dirò "ma cosa vuoi che importino 10 euro in più o in meno".

E le autostrade? Anche il mio iPhone mi sa dire se domani nevicherà, farà caldo o ci sarà un freddo maiale. I responsabili non sanno se ghiaccerà? Mi chiamino che sarò contento di dirglielo. Non possono muovere PRIMA dei mezzi spargisale per evitare che nei posti a rischio si formi del ghiaccio? Ma cosa prendono lo stipendio a fare? Il lavoro dei manager di tutte queste strutture dovrebbe garantire il servizio nei momenti eccezionali. Perché far andare un treno in un giorno normale dovrebbe essere una cosa semplice e scontata. Invece no. La normalità è diventata il traguardo e l'eccezionalità... Si fotta.

Trenitalia fa fatica a mantenere in piedi il sistema nelle condizioni normali, e se si presenta una quadro anche leggermente anomalo (i giorni passati) tutto va in vacca. Paghiamo servizi da primo mondo mentre ciò che ci danno sono servizi da terzo mondo. Prima o poi ci saranno delle sommosse ed i viaggiatori sistematici (i pendolari) troveranno il modo di farsi sentire; è già successo l'anno scorso. Saranno contenti Bossi e Maroni, che prima hanno usato la minaccia della sommossa a scopo politico ed ora sono impegnati (Maroni è addirittura ministro dell'interno) a cercare di reprimerle nel nome dell'ordine.

Capisco che i Comuni facciano fatica a tenere in ordine le strade. Ma le Autostrade sono private. Si paga per andarci. Non è una strada normale, come tutte le altre. È allucinante il comportamento che le società di gestione hanno nei confranti degli automobilisti. Già, tanto o passi di qui o stai a casa...

Nella Padania fa freddo d'inverno ed il 'sottozero' è la normalità e dire 'tempo eccezionale' è solo un pretesto a giustificazione del proprio cattivo operato.

Daltronde cosa pretendiamo? Che il governo controlli le società concessionarie affinché i diritti dei cittadini siano rispettati? Ma il governo deve pensare prima alla proprie società ed a noi poveri fessi non resta che subire disagi, a fronte del pagamento di tariffe da prima classe. Contiamo solo perché paghiamo. Ebbene, smettiamo di farlo.

Sabato ho cercato per un'ora un taxi senza peraltro trovarlo. Capisco che nevichi, ma in una città con mire europee come Verona non possono verificarsi situazioni del genere. Non c'erano taxi in giro 'perché nevicava'. E se non sei in giro quando serve a che servi? Boh... Davvero non ci capisco più nulla...

AGGIORNAMENTO 23-12-2009

Siamo al ridicolo.

Il ministro dei trasporti vuole chiedere una deroga alle normative europee riguardo al rimborso dei biglietti, che è previsto in tutti i paesi per ritardi oltre una certa quantità di tempo. Dicono che 'le condizioni eccezionali non rientrano nelle clausole previste dal contratto; sono ritardi causati da forza maggiore'. Siamo la ridicolo. A Milano c'è chi è in stazione da un giorno. Paese civile? Non penso propio se basta una scoreggia meteorologica a fare sto casino e, sopprattutto, a calpestare i diritti dei cittadini. Il nostro dovere lo facciamo, ma Trenitalia il proprio non lo fa.

AGGIORNAMENTO 24-12-2009

Freccia Argento VR/RM (10.07, 13.07). parte da verona con 15 minuti di ritardo. A Bologna erano diventati 20, a Roma 35. Per il pubblico in stazione (!)  il treno era annunciato (e mostrato sui pannelli) in orario. All'arrivo il capotreno non ha neanche detto che eravamo in ritardo e chiesto scusa, come peraltro ho sempre sentito fare. Sarà stato perche aveva i capelli da rasta? Ebbene si, capelli lunghissimi con treccine (direi che fanno abbastanza schifo a vedersi, e non sono un bacchettone) da rasta tenute insieme da un laccetto dietro la nuca. Veramente orribile a vedersi. Secondo me mia madre se uno così gli chiede il biglietto non gli risponde e fa finta di non conoscerlo.

In tutto il treno non c'erano toilettes utilizzabili.

Il vagone ristorante era allagato (!) edd il personale, giustamente seccato, era occupato a togliere l'acqua. Sgottare... Direi che erano occupati a sgottare... Ovvio che il vagone non fosse accessibile.

Evviva Trenitalia.

AGGIORNAMENTO 27-12-2009

Freccia Argento RM/VR (15.05, 18.05). Prenotando via internet non c'è disponibilità di posti in seconda classe. Prendo un biglietto di prima classe. Il treno è pulito, parte in orario ed inspiegabilmente vuoto. Come vuoto? Ma se non c'erano posti in seconda disponibili? Nel mio vagone (in prima) siamo in 6. La prima carrozza di seconda che vedo andando a prendere una caffè nella carrozza ristorante è completamente vuota. Mi sento preso in giro. Comunque il treno, nel dubbio, arriva con 20 minuti di ritardo. Stavolta avendo speso 80€ il fastidio è maggiore; considerando poi che sembra che in treno ci sia disponibilità di posti in seconda classe la sensazione di essere stato raggirato è forte.

Speriamo che una spina nel culo al giorno tolga il medico di torno...


 

 


 
Di Giovanni (del 15/12/2009 @ 17:08:29, in costume, letto 217 volte)
Leggo sul China Global Times, agenzia di informazione Cinese, che una giovane coppia ha venduto il proprio figlio per comprare un telefonino.



Riporto dal Chongqing Economic Times:

"una coppia (21 anni lui e 19 lei, non sposati) hanno venduto il loro bambino per 2,500 yuan (circa 250€). I due si sono conosciuti online e presto sono andati a vivere insieme. In Novembre Zhang Yao ha dato alla luce il loro figlio, ma erano preoccupati per la loro situazione economica:  entrambi erano senza lavoro.

La Polizia ha ricostruito che hanno venduto il figlio il 2 Dicembre, sei giorni dopo la nascita, ad un uomo chiamato Li Yong. Il padre del bimbo, indicato solo come Xin, ha usato il denaro per acquistare un nuovo telefono cellulare.

Li Yong (l'acquirente) ha attirato l'attenzione su di sé quando ha tentato di rivendere il bimbo per il quadruplo della cifra spesa.

Il bimbo è ora in un centro di accoglienza ed i genitori hanno rimorsi. La madre dice di avere pianto da quando ha venduto il bimbo ed il padre vorrebbe andare a prenderlo nel centro che lo ospita. La Polizia sta cercando i genitori della coppia "Ci auspichiamo che la famiglia possa essere riunita, e che il bimbo possa presto tornare dalla madre"dice Wu Minghui, ufficiale di Polizia.

Il China Global Times rileva che la polizia sta investigando su eventuali altri personaggi coinvolti in questo crimine."

Cosa dire... Anche da noi si è vista gente vendere il proprio figlio. La letteratura è piena di storie simili, ed anche la cronaca di qualche anno fa riportava casi simili. Solo che non ho ricordi di motivi tanto futili... Lo si faceva per fame o per dargli una possibilità, una volta grande... Qualcuno forse può aver venduto un figlio perché (avendone troppi) non riusciva ad andare avanti e col ricavato comprava qualcosa di utile.

Si vede che oggi il telefonino è un genere di prima necessità...



 
Di Giovanni (del 01/12/2009 @ 16:59:00, in costume, letto 756 volte)
Da anni non vedo la TV commerciale. Disgustato dalla spazzatura che ci viene propinata, dapprima feci un abbonamento a Tele+ e poi, dopo l'acquisto da parte di Murdock, a Sky. Devo dire che in tutti questi anni non ho mai avuto nulla da dire: buon servizio, buona programmazione.



Lo scorso fine settimana mia madre ha manifestato il desiderio di avere Sky. Ottantaseienne esce ben poco ed in casa guarda la tele. Bene, penso, basta il secondo decoder (in gergo si chiama 'Multivision').

Vado nello Sky Center più vicino.
D: "Quanto costa?"
R: "10 euro al mese."
D: "Bene, facciamo l'ampiamento del mio cantratto".
R: "Ok, deve passare il tecnico per l'installazione."
D: "Ma l'impianto è in ordine". Mia madre ha già l'antenna ed il decoder per i canali open...
R: "Ah, va bene... Vedo che non ha Sky HD. Se lo prende evitiamo che il tecnico esca."
D: "Bene... Sky HD funziona con una tv non HD?"
R: "Si"
D: "E quanto costa?"
R: "49 euro, una tantum."
"Bene. Allora Sky HD e Multivision."

Mi danno una scatola con il decoder HD (dicono di sostituirlo al mio) ed una busta con la nuova tessera da usare nel mio vecchio decoder. La persona con cui parlo (una signora di mezza età) mi dice che l'HD è già attivo mentre per il Multivision avrei dovuto aspettare 24 ore.

Arrivo a casa e monto il nuovo decoder: 2 minuti per 3 fili da collegare. L'HD non funziona. Non importa un gran che, posso aspettare. Il giorno dopo l'HD non va ancora. Anche l'altra tessera (che si sarebbe dovuta attivare nel frattempo) non viene riconosciuta dai decoder (nel dubbio li provo entrambi).

Passa un'altra notte e chiamo il 199 di Sky (è un numero a pagamento).
Dopo cinque minuti di attesa (sto pagando per un problema che non dipende da me) riesco a parlare con un tecnico.
È molto seccato. Controlla e mi dice che l'HD non è attivo. Lo fa lui dal terminale.
Non mi fa parlare (non ascolta nulla) ed è palesemente alterato.
Alla mia richiesta di informazioni sull'altra tessera si incazza come un matto e mi dice che è impossibile, che il tecnico deve uscire, che la mia tessera è una versione regalo del pacchetto Sky e che sto cercando di attivare una cosa inattivabile. Mi sta dando del ladro e del truffatore, a scelta.

Si incazza sempre di più; urla addirittura.
Ovviamente non ascolta e dopo avermi insultato per bene, mette giù il telefono.
Già, tanto il suo nome non lo ha dato. Vorrei parlare con chi fa i colloqui a questa gente.

Ma in tutto questo io cosa c'entro? Nulla.
Sono entrato in un negozio (affiliato Sky), ho chiesto un servizio (non ho chiesto sconti o trattamenti di favore) ed ho pagato per ciò che mi è stato consigliato. Per un loro problema sono stato un quarto d'ora al telefono (pagando 15 centesimi al minuto) con un pazzo, ho perso del tempo e non ho ottenuto quello che volevo. Sono anche stato accusato di 'provarci' per attivare una tessera dimostrativa; insomma di essere un truffatore. Ma chi cazzo credono di essere, Dio?

Ma è possibile che una società come Sky possa avere collaboratori di questo livello?
Nessuno (100% di servizio di merda) ha dimostrato professionalità e competenza.
Lo Sky Center mi ha dato cose che non so: quello che ho chiesto (e pagato) non ce l'ho.
L'assistenza Sky mi ha insultato senza un motivo.
Ed ho pure pagato per tutto questo.

Come si dice... Cornuto e Mazziato.

Si salvano per via della mamma, perché fosse stato pe rme avrei già disdetto l'abbonamento... Però a ben pensarci la mia mamma a fronte di una spiegazione sarebbe ben contenta di appoggiare l'annullamento del mio abbonamento Sky per 'manifesta molestia'. Non è detta ancora l'utlima parola.

Intanto questo messaggio è stato inviato al servizio informazioni e qualità di Sky, all'ANSA ed all'Associazione dei Consumatori. Cominciamo a far sapere a cosa va incontro chi ha a che fare con questa gente.

AGGIORNAMENTO (02-12-2009)

La tessera del multivision non funziona ancora. È evidente che qualcosa in ciò che mi è stato venduto non quadra. A questo punto non so cosa fare... È chiaro che la società Sky in questo c'entra poco... Sono le persone che fanno casini.

Però per evitare questo basta usare un poco di pragmatismo e creare delle procedure che garantiscano il livello qualitativo che si desidera.

Nel mio caso l'impiegata della Omega Srl ha creduto di farmi un favore dandomi non so cosa. Avevo chiesto solo un multivision, non un acceleratore di particelle in scatola di montaggio. Sono ragionevolmente sicuro che fosse in buona fede; solo che troppa buona volontà alle volte non basta, ed io non ho ciò che ho chiesto.

Nel caso del cerebroleso del call center di Sky spero che gli ficchino una parabola nel didietro (e per largo) e lo mandino a fare la mondina. Ma forse farebbe dei danni anche lì.

Omega Srl (un negozio di 10.000 metri quadri) ha una sola linea telefonica. Sono due ore che non riesco a telefonare per sapere della mia tessera.

Insomma... La lezione che ho imparato è di non andare mai più da Omega Srl e non chiamare mai il call center di Sky. In caso di problemi andare da chi ti ha venduto l'oggetto e ferci parlare loro.

Solo che uno non può vivere collezionando spine nel culo... Non è mica vita questa...

AGGIORNAMENTO del 05-12-2009 (18-12-2009)

Lo scrivo solo ora perché solo ora ho tempo.
Si tratta di fatti che si riferiscono al 5 dicembre.

Mi ha chiamato un funzionario Sky.

Si è scusato ed ha preso carico del mio problema, attivandomi multivision.
Mi ha anche spiegato che stanno indagando sul comportamento di alcuni operatori del call-center.

Spero che si rendano conto che di questo passo non sopravviveranno. Tra il governo che gli metterà sempre più i bastoni tra le route (già lo fanno con la legge la pubblicità ridotta dal 18% al 12%) alle persone che non vogliono più avere a che fare con loro il quadro non è gradevole. Anche il digitale terrestre aumenterà la sua diffusione, e se il servizio non migliorerà saranno problemi.

Comunque i problemi sono stati rimossi solo grazie al fatto che ho piantato i piedi. Altrimenti sarei stato ancora lì.



 
Di Giovanni (del 30/11/2009 @ 22:45:45, in costume, letto 165 volte)
Sono romano, si sa.
Ed anche decisamente orgoglioso di avere passato i miei anni verdi al cospetto di tanta bellezza.

Gli ultimi 20 anni della mia vita li ho passati in una meravigliosa città del nord, Verona. E qui pian piano ho iniziato ad 'entrare' nella mentalità di chi vive nel Nord. E solo negli ultimi anno mi sono accorto della presenza di una cultura tradizionale. Eh si, perché non dico che venga gelosamente conservata... Ma non è neanche che se ne parli più di tanto.



Non parlo delle fiere paesane o dei gruppi culturali per il 'recupero di non so cosa', frutto dell'animazione di persone che con il territorio spesso e volentieri non c'entrano nulla... Parlo della cultura tradizionale di un popolo, dell'attaccamento al territorio, del senso di proprietà che ognuna di queste persone ha ogni volta che poggia un piede in terra andando a passeggiare in montagna. In questo il Nord è molto diverso dal Sud.

Un amico è parte di un gruppo di pazzi che cerca le proprie radici culturali nella montagna. A nord di Verona, tra la Val d'Adige ed il Lago di Garda c'è il Monte Baldo, ultima propaggine alpina nella Val Padana e vetta più alta del circondario. Uno di loro ha acquistato un terreno (molto terreno: ci sono boschi, cenge, malghe, querce degne delle fiabe) e lo ha donato ad una associazione 'culturale' che si chiama Sorasengi, che si propone di riportare le persone alla montagna. Ovvio che chiunque può andare a fare quattro passi in montagna. Loro non si limitano a questo ed organizzano (il primo o secondo fine settimana di Giugno) un concerto di musica classica in un anfiteatro naturale presente in un bosco.

L'anno passato c'erano i Solisti Veneti. Dimenticavo... Si arriva solo a piedi (in ragione del passo, 45/60 minuti) e non ci sono acqua, corrente elettrica... Anche i telefonini sono malvisti e -comunque- funzionano a singhiozzo. Per i più pigri (e gli strumenti musicali) si usa l'elicottero.

Fatto sta che queste persone (beh, ancorché romano mi sopportano) passano la giornata a mangiare, parlare, raccontarsi le cose della montagna, a passeggiando mantengono il controllo del territorio. Quando possono si organizzano e zaini in spalla si va su per 'stare bene'. Non significa 'magnà e beve', o almeno non solo quello. Posso garantire che all'ombra delle quercie, tra sassi e scoiattoli il mondo è meno 'spinoso'.

Ultimamente si parlava di fare un audiovisivo sui 'maroni' (in italiano 'marroni', il frutto di un particolare tipo di castagno europeo) seguendo la pianta per una intero anno, dal momento in cui si riposa (in inverno, con la prima neve ed i primi freddi, a partire da Dicembre) fino alla raccolta ed allo sfruttamento di questo frutto che per millenni ha rappresentato una delle principali fonti di sostentamento degli abitanti della montagna.

Ed automaticamente mi sono venuti in mente tutti gli 'emigranti' che, valigia legata con lo spago, sono arrivati nelle grandi metropoli ed hanno con un colpo di spugna abbandonato le loro radici, le loro tradizioni, la loro cultura. La metropoli da la certezza della massificazione e nell'annullamento individuale la sopravvivenza è più agevole. Pensate ai pesci: queli che vivono in grandi branchi sono tutti uguali, grigetti. La sopravvivenza è data dall'uniformità. I pesci che non si aggregano sono sempre coloratissimi, sgargianti, fieri di 'essere'.

Il prezzo che si paga è che questo annullamento è totale, ed anche i piccoli ricordi, gli usi, le tradizioni scompaiono sotto la mano di bianco che ci rende tutti uguali.

Solo che, credo, oggi ha più valore quel minimo di individualità che l'uniformità della grande città. Insomma, credo che sia più importante conoscere le proprie radici che usarne di pronte che non ci appartengono; e che in molti stanno cercando di riallacciare le connessioni con la propria cultura.

Ho la sensazione che questo tentativo di riconnessione stia avvenendo prima al nord che al sud. Forse perché quassù la fase di rinuncia è avvenuta prima ed è stata più radicale... Non so... Ma vedo che tante persone cercano di indagare, conoscere, sapere ciò che i nostri nonni sapevano benissimo ed oggi non sappiamo più.

Bastava dargli retta al nonno.



 
Di Giovanni (del 30/08/2009 @ 13:01:35, in costume, letto 561 volte)
Servono le rampe di accesso a consentire la mobilità a chi è 'diversamente mobile'?
Alle volte no.

Gli ambienti in cui viviamo presentano degli ostacoli insormontabili a è costretto a muoversi su ruote, e tra auto mal parcheggiate, scivoli realizzati male e scale di accesso come unica via, il quadro che se ne ricava non è confortante. Ma una cosa del genere non l'avevo mai vista.



La rampa è stata fatta, lo spazio è pure troppo... Solo che inizia con un gradino. Vorrei proporre l' "Oscar delle Demenza" a chi ha realizzato e progettato un siffatto accesso. Ad entrambi, perché tra tutti e due non fanno abbastanza cervello da riempire una nocciolina.

Trattasi di scuola media privata. Privata e cattolica. Rette da capogiro, personale insegnante 'selezionato'.


Giorni fa ero in giro e passando vedo uno strano portone. Mi fermo e cerco di capire. Mi sporgo tra le sbarre (sono per tenere dentro i bimbi o per lasciare fuori il mondo?) e vedo questo scempio dell'intelligenza.



Non solo la rampetta (si chiama scivolo, lo so) inizia con una gradino (insormontabile per una sedia a rotelle) di 20 centimentri, ma ha anche una pendenza fuori norma. Giova rammentare che sia le dimensioni che le pendenze delle rampe per disabili sono materia regolata da Leggi dello Stato. Non è che ci si possa inventare qualcosa: le ASL hanno stabilito larghezze, pendenze e forme in modo da non creare pericoli per l'incolumità delle persone. Sia di chi è in piedi che degli altri.

Fare uno scivolo e metterci davanti un gradino può voler dire solo due cose: o lo ha fatto un demente o uno bastardo dentro.

A guardar bene l'intera struttura di accesso è pericolosa, perché non esistono protezioni e quella specie di separatore, tra le scale e la rampa, è troppo esposto. I bimbi non stanno mai fermi ed amano correre; non guardano dove mettono i piedi, specie dopo ore ed ore sui banchi. Un inciampino e via, giù per le scale o a rotoloni per la rampetta.

Davvero qualcuno vuole come educatori dei propri figli persone che non sanno neanche capire come funziona una rampetta per disabili? L'unica cosa che mi viene da pensare è che la solita impresa di extracosi abbia sbagliato la realizzazione della via d'accesso. Voglio sperarlo, perché vedere queste cose fa davvero pensare male del mondo.


 
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