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Di seguito tutti gli articoli pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Sono giorni (ma tanti) che sono perseguitato da e-mail che non ho mai chiesto di avere. Ehhhh te la prendi per uno spammer... Non proprio...
Mi arrivano centinaia di messaggi di spam ogni giorno; questo però arriva dall'Italia e riguarda le prossime elezioni europee: il sito di una rivista on-line mi dice che il mio candidato ideale è un tal NonMiRicordoIlNome di un noto partito di centro.
A parte che per quello che mi riguarda se il partito di centro in oggetto sparisse non me ne accorgerei (ma credo che nel mondo le cose andrebbero meglio), non ho mai, dico MAI, dato quell'indirizzo a nessuno. È il mio indirizzo personale e privato, lo conoscono solo gli amici stretti e non ho mai, dico MAI, ricevuto un messaggio di spam in quella casella di posta. Tantomeno ho autorizzato in qualche modo l'invio a quella casella di posta di materiale informativo e/o pubblicitario.
Stanno spammando illegalmente, mannaggia mannaggia.
A parte l'uso dell'illegalità in un contesto di propaganda elettorale (perché dovrei votare uno che fa cose illegali? come tratterà la cosa pubblica quando sarà eletto? come la sua campagna elettorale?) come si può scegliere di dare il proprio voto ad uno che da fastidio?
Ebbene... Stamattina, con una punta sadismo, ho aperto il messaggio. Per prima cosa ho visto che era in html. Iniziamo male, ho pensato. Poi vedo che ci sono i soliti tracker (immagini ed altro) per fottere gli utenti poco esperti di rete. Peggio, ho pensato. C'è il link per chiedere la cancellazione dalle loro liste (la legge obbliga a questo); ho cliccato, e spero di essermene liberato. Già che c'ero ho aperto il sito del personaggio. Roba da professionisti dello spam, altro che micio micio bau bau. Ha speso anche dei bei soldi per rompermi i coglioni.
Cerco un link per contattare il cretino ed insultarlo un po. Nel vedere il sito del candidato sono rimango parole. Link tipo 'il video della canzone che mi ha dedicato il tal cantante' (che deve essere messo male per ridursi a questo). Nessun link per inviare mail: non gli interessa se lo contatto... Mannaggia non vuole sapere cosa i visitatori pensano di lui; nel mio caso forse è meglio, ma il contatto con chi ti può eleggere forse può essere utilie... Continuo a guardare l'orrido sito... I video delle mie apparizioni in tv... La mia agenda (ma chi se ne frega, direi). Io che canto le canzoni... ARGHHHH... Ma che è sta cosa? Devo votare un uomo che mi rappresenti in Europa o un partecipante a qualche gara televisiva per principianti?
Ma davvero un tale imbecille andrà a finire al Parlamento Europeo? Non posso crederlo. Qualcosa in me si rifiuta di pensarlo... Siamo al punto di mandare in Europa a rappresentarci un perfetto idiota televisivo senza preparazione o conoscenze specifiche. La cosa straordinaria è che il fesso si presenta proprio così: un perfetto idiota che appare invece di essere e che nulla sa fare. Il suo busto (la sua faccia no altrimenti se lo riconosci per la strada lo insulti) dapprima è in giacca, poi in camicia, poi in maglione ed infine in t-shirt, in una escalation populista da rabbrividire. Il candidato manager, il candidato giovane rampante, il candidato studente della porta accanto... L'unica cosa che questo soggetto vuole è arrivare ad essere eletto e dell'Italia (già, l'orgoglio italiano tanto caro ai conservatori) non gli interessa nulla. Si limeterà, come tutti gli altri del resto, a farsi i suoi interessi, alla faccia di chi lo ha votato per la sua faccia e le canzonette che canta. Chissà se qualcuno ha una idea di quanto ci costano le canzonette che il figuro canta... Perché le paghiamo noi, è ovvio. Almeno quanlcuno degli altri fa finta di impegnarsi in qualcosa... Questo qui no, è solo un perfetto imbecille. Un idiota inconsapevole petulante e fastidioso.
Ma siamo diventati tutti pazzi? Non ci credo... Sto ancora dormendo... È un incubo... Un terribile incubo... Macché... È tutto assolutamente vero.
Ecco il sito

Non metto i link per evitare ritorsioni. Magari mi rapiscono il gatto e mi chiedono il riscatto. Ma non si sa mai.
Ieri ero in motorino sulla circonvallazione, di fronte alla stazione, poco dopo Porta Nuova. C'è un punto in cui una pista ciclabile attraversa la strada. Tra pedoni e bici c'è sempre qualcuno che attraversa, e tra i veicoli a motore che sfrecciano e le persone che vogliono andare dall'altra parte non sempre fila tutto liscio.
Da sempre uso la bici per andare in città, e credo sia una cosa che dovrebbero fare tutti perché aiuta a capire il punto di vista di chi va piano. Anche fare semplicemente il pedone aiuterebbe, ma di persone che vanno a piedi per tratti sufficentemente lunghi oramai ce n'è poche.
Una cosa che ho capito andando in bici per la città è che la differenza di velocità è la chiave per comprendere la 'compatibilità' tra i soggetti che popolano le strade e si trovano ad interagire. Lo so che i pedono vanno sui marciapiedi e le bici nelle piste ciclabili; quando però attraversano sono tutti nella stessa acqua.
Nella nostra cultura abbiamo, in decenni, elaborato il concetto che la vita umana è importante e che il più grosso (quindi pericoloso) è responsabile dell'integrità dei più piccoli. Almeno questo è scritto nel codice della strada, del codice navale... È una regola facilmente comprensibile: chi non ha nulla da perdere dovrebbe assicurarsi di non essere nocivo per i meno robusti.
In base a questo ragionamento i pedoni (in quanto elementi a rischio) sono i più esposti; verrebbero poi i ciclisti, i motorini, le moto, le auto piccine ed infine le auto grandi ed camion.
E allora? Cosa è successo per farmi scrivere?
Ho visto una mutazione.
Ho visto una donna in bicicletta che voleva attraversare. Mi sono fermato educatamente e come me tutte le auto che erano li. La ciclista si fa avanti e sta attraversando quando arriva una bicicletta a tutta birra che la prende in pieno e la sbatte per terra.
Il ciclista (un estracoso per la cronaca) viaggiava tra le auto (non sul marciapiede o pista ciclabile) ad una velocità incredibile e vedendo le auto ferme ha bellamente pensato di superarle tutte sulla destra... Finendo ovviamente con l'investire qualcuno. Una bici che si comportava come un'auto, l'elemento di unione tra le specie... Una mutazione insomma.
Appurato che a parte qualche botta e le bici storte non era successo nulla, il primo pensiero che ho avuto è stato che solo un pazzo si metterebbe a superare ad alta velocità delle auto ferme; un fesso che apre lo sportello e sei morto... Doveva esserci un ragionamento diverso all'origine di quel comportamento.
Ed ho pensato alle regole del vivere civile, che nella nostra cultura sono -con le dovute eccezioni- riconosciute da tutti. Chi ci dice che queste persone le riconoscano ed accettino a loro volta?
Insomma... Non è che dovremmo far loro dei corsi per garantire la NOSTRA sopravvivenza PRIMA di farli arrivare qui da noi? E se accettiamo il loro atteggiamento 'spregiudicato' quale futuro potrà attenderci? Saremo costretti ad andare in ufficio con l'autoblindo?
Eh? Cosa? Anche gli italiani non si fermano sulle strisce per far attraversare i pedoni? Anche i ciclisti italiani percorrono i marciapiedi a velocità esagarata e sono spesso causa di incidenti? E anche gli italiani usano i veicoli a motore senza rendersi conto che dovrebbe essere la vita umana ad essere rispettata maggiormente?
Allora questi estracosi sono esattamente ciò che ci meritiamo.
È iniziato il delirio del VinItaly. All'alba delle 6 e mezza stamattina clackson a tutto andare, camion fermi che puzzano di nafta; gente che si prende a male parole. Un casino infernale. Inutile cheamare i vigili perché hanno dozzine di chiamate ed il centralino è sempre occupato.

Lo so che è una parte importante dell'economia del Paese. Lo so che è una grossa parte della nostra cultura.
Ma porca puttana per chi è nei dintorni della fiera non c'è scampo...
Ci tocca sopportare e soffrire per sette giorni.
Auto ovunque, gente ubriaca che piscia ovunque. Persone che non si reggono in piedi che salgono in auto e vanno via guidando! Vogliono stare attenti agli ubriachi al volante? Si mettano qui intorno a fermare chi passa e toglieranno dozzine di patenti, rimpinguendo le casse comunali con grande facilità... Ma non fermeranno nessuno, perché il VinItaly non si tocca.
Mi domando se tutto questo abbia un senso.
Intanto io sto per uscire. In motorino però, perché se sposti l'automobile in questi giorni non parcheggi più se non a notte fatta. E rischiando anche la vita.
Nel quartiere dove vivo, a Verona, da un annetto siano in regime coatto di raccolta differenziata. Coatto perché non mi risulta ci sia qualcuno che condivida le modalità di applicazione di tale provvedimento.
Intendiamoci... La sensibilità ai problemi ambientali è condivisa dalla maggior parte della popolazione e -in linea di principio- cosa giusta e utile. Solo che qui non esistono più i cassonetti e non si sa dove mettere la spazzatura.

Le aziende (non i residenti come me) hanno ricevuto una tabellina che indica i giorni in cui passano i camion e cosa raccoglieranno.
Il lunedì il secco non riciclabile. Il lunedì ed il giovedì l'umido. Il martedì la carta ed il cartone. Il mercoledì plastica e lattine. Il venerdì non si raccoglie pattume.
Del vetro e non si fa menzione e ce lo teniamo a casa.
Insomma, va bene sapere quando passano ma dove mettiamo le schifezze? Non c'è più traccia di cassonetti nel raggio di chilometri. Aspettiamo di vedere il camioncino e gli tiriamo i sacchetti dalla finestra? E ci prendiamo un giorno di ferie per la consegna del pattume? Per l'umido il Comune ha rilasciato (a pagamento e nominativi) dei piccoli contenitori (si vedono nella foto), decisamente troppo piccini anche per una sola persona. Se è estate e mangi una anguria le bucce riempiranno irrimediabilmente il cassoncino, ed i giorni successivi come si farà? Beh... Si va al ristorante e si contribuisce a rinvigorire l'economia agonizzante.
Si è costretti a tenersi in casa (o in ufficio) le cose da buttare. D'estate e con l'umido non è che sia una cosa simpatica. Anche per la carta una sola volta la settimana. Qui di fronte c'è un call center che produce quattro sacchi (quelli grossi neri di plastica) alla settimana; se li tengono in casa per 6 giorni prima di poterli mettere in strada. Non è una bella cosa ricevere un cliente in mezzo ai sacchi del pattume. Lo stesso Bertucco (una grande concessionaria di auto con officina e magazzino che sta qua sotto) ha ben 2 enormi cassonetti 'personali' (forniti dal Comune) dedicati a carta e cartone. Durante la settimana li riempiono ed il giorno giusto li mettono fuori, e tutti i vicini escono ed infilano le loro cartacce nel loro cassonetto.
Gli estracomunitari che vivono in questo quartiere hanno un atteggiamento elementare: mettono i sacchetti del pattume (qualsiasi tipo di rifiuto) dove prima erano i cassonetti (si vede nella seconda foto). Come dire 'qui c'era un cassonetto, tu lo hai portato via ma io la spazzatura continuo a metterla qui'. Creativo, ma non va bene perché fa disordine e crea quel senso di degrado ed abbandono che fa tanto terzo mondo.
Non sarebbe meglio mettere ogni tanto un cassonetto da umido come nel resto della città? E anche uno per la carta e uno per il vetro, che pare non interessi a nessuno? E magari informare i vari estracosi di come funziona la faccenda, ché siamo pieni di sacchetti di pattume dappertutto?
Questo fine settimana ho avuto per le mani una autobile... Una automobilina più che altro...
Bertucco, il concessionario di Verona delle Toyota, mi ha lasciato una iQ da provare.

Questa vetturetta mi ha incuriosito sin dal primo momento che ne ho sentito parlare. Non posseggo una automobile, ed a volte ne sento la necessità.
Da sabato sera a lunedì mattina ho avuto questa vetturetta, usandola un po' in città ed un po' fuori; e mi ha realmente impressionato.
È un'auto incredibile. I quattro posti sono fruibili solo in condizioni particolari (il posto dietro al guidatore è veramente critico), ma la modularità dell'area posteriore, il piccolo motore certamente non corsaiolo ma dai consumi bassi, il cambio automatico di serie, l'incredibile comodità ne fanno un'auto realmente appetibile, anche per chi come me ne fa un utilizzo saltuario e limitato.
Alla fine non la prenderò perché non c'è realmente alcun motivo per cui io debba possedere un'automobile. Ma certamente la voglia di averne una a disposizione è grande.
L'unica automobile, da anni, che mi fa venire voglia di possederne una.
Ora... È un'auto giapponese, ed i giapponesi le cose piccole, si sa, le fanno bene... Ma come mai queste idee non vengono mai alle aziende automobilistiche nazionali? Non ho uno spirito fortemente autarchico e nazionalista, ma se potessi sceglierei certamente un marchio nazionale, e penso che lo stesso farebbero anche molti italiani...
E invece no. Abbiamo la Panda, che costa una sacco di soldi e bellina certo non è, la Grande Punto, che ad un motore per la verità egregio affianca un 'tutto il resto' da terzo mondo. Abbiamo l'Alfa Romeo, che in periodo di crisi ecologica, economica e culturale continua a fare modelli anacronistici 'dal cuore sportivo'. La Lancia che camuffa le FIAT con un po' di alcantara e qualche modanatura (di plastica color legno) in più.
Non capisco proprio. Credo che un modello di auto decente, carina (esiste ancora l'italian style?), economica e pratica si venderebbe in tutto il mondo in grandi numeri... Ma forse non interessa a nessuno.
Di fatto oggi ci sono la Smart, la iQ. Il resto è calma piatta: la solita auto più o meno grande, più o meno inquinante, con più o meno le stesse porte. Con più o meno la stessa fantasia, cioè nessuna.
Anche questo è un indicatore illuminante del nostro tempo: il piattume creativo in tutto ciò che ci circonda.
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