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Di seguito tutti gli articoli pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Seguo, utilizzando Internet, molte testate giornalistiche, alcune anche non italiane.
Stamattina vedo che su Repubblica c'è una intervista a Jean-Marie Colombani, ex direttore di Le Monde. I nostri vicini francesi seguono sempre con grande interesse le nostre vicende, vuoi perché siamo confinanti vuoi perché siamo popoli molto simili.

Tema di fondo Berlusconi; argomento l'appoggio che il Vaticano fornisce al premier del nostro paese.
Qui c'è il link all'articolo di Repubblica, e qui il link al PDF dello stesso articolo, perché magari non si perda la memoria di quelle pagine o si pensi a qualche manipolazione.
L'autore considera sorprendente il fatto che il Vaticano, appoggiando il premier, vada addirittura contro le proprie direttive morali. Ed il primo ministro ce la sta mettendo proprio tutta per contraddire i dettami della Chiesa.
Il titolo dell'articolo è 'Italie à la dérive'. Non c'è male.
Di fatto le tesi sono che in qualsiasi paese europeo un uomo inquisito come B. non sarebbe mai arrivato a cariche politiche, che la debolezza attuale di B. sta rinforzando le posizioni radicali della Lega (ed in caso di abbandono da parte del premier non ci vedono persone che vogliano assumere l'eredità della destra italiana, con una Lega così forte), e che l'appoggio del Vaticano è inspiegabile, contrario a quei dettami morali pubblici e privati che la Chiesa va sbandierando da duemila anni. Basta pensare ai Comandamenti per avere un quadro non edificante del nostro premier. Dal sesto in poi è una ecatombe... Personalmente anche sul terzo vorrei dire la mia, visto che le aziende e le riviste che (de facto) controlla con la pubblicità mandano in vacca qualsiasi festività religiosa (il Natale ad esempio, divenuto una festa con frittelle e bandiere; qualcuno si ricorda che è anche nato qualcuno quel giorno lì?).
Leggendo questo articolo ho tirato un respiro di sollievo, perché pensavo di essere diventato pazzo. Trovare qualcuno (ancorché francese) con i miei stessi pensieri mi ha reso la giornata più leggera.
Riporto il testo dell'intervista a Colombani:
Jean-Marie Colombani PARIGI - "Italie a' la dérive". Così, su Slate.fr, versione francese del famoso sito americano, è stata titolata l'analisi di Jean-Marie Colombani sulla situazione nel nostro paese. L'Italia sta andando alla deriva e non se ne accorge, è questo il succo del pensiero dell'ex direttore di Le Monde, che prende spunto dall'inchiesta di Bari sulle feste con escort a Palazzo Grazioli e Villa Certosa. "Quello che sta succedendo da voi un segnale d'allarme per tutta l'Europa" aggiunge ora Colombani.
Cosa le sembra più preoccupante? "In qualsiasi altro paese dell'Unione europea gli elementi raccolti dai magistrati avrebbero conseguenze certe sul piano giudiziario. Mi sembra che il vostro primo ministro si comporti come un intoccabile, che anzi si senta in diritto di attaccare le poche voci che lo criticano. Ma ciò che è più interessante sul lungo periodo è capire le ripercussioni politiche di questa vicenda".
Il possibile erede di Berlusconi? "Bisognerebbe intanto capire quando Gianfranco Fini avrà il coraggio di prendere la guida di quella parte della destra che definirei civilizzata. Al tempo stesso, il fatto che Berlusconi sia ora più fragile, meno libero e più ricattabile, permette alla Lega Nord di dettare condizioni e imporre al governo leggi sull'immigrazione o dibattiti su simboli dell'unità del paese".
In Francia Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi? "La questione non si pone neppure. In qualsiasi paese europeo un politico coinvolto in uno scandalo del genere verrebbe come minimo allontanato da qualunque responsabilità di governo. E per cominciare, avrebbe dovuto rispondere alle tante domande che gli sono state rivolte".
Nei primi tempi la stampa francese si è mostrata prudente nel raccontare lo scandalo. Come mai? "Per tradizione, rispettiamo la linea di confine tra vita pubblica e privata. È un atteggiamento che ha contato anche in questa vicenda".
Lei ha anche accusato la Chiesa di andare contro i propri principi. "Per me, la vera sorpresa in questa vicenda è il muto sostegno che Berlusconi continua ad ottenere dal Vaticano. Con lui, quello che la Chiesa predica ogni giorno è stato contraddetto in maniera chiara e lampante. Si parla proprio di quello che la Chiesa ha più a cuore. La morale, pubblica e privata. Incomprensibile, davvero".
Raggelante. Solo noi italiani non ci accorgiamo di tutto questo. E se il premier è l'espressione degli italiani credo che abbandonare la nave, finché si è in tempo, sia la sola cosa che ci rimane da fare. "Capitano c'è un iceberg diritto a prua". "È un complotto contro la mia persona.". A me l'Italia di questi anni ricorda il Titanic...
Stamattina prendo il mio iPhone ed apro uno stupido programma per vedere le prime pagine dei giornali. Sul Corriere (Corriere.it) c'è un articolo che racconta di come il nostro premier abbia gestito l'accordo per il gasdotto turco-russo, che garantirà inverni tranquilli anche (e non solo) a noi italiani.

Molto bene, penso. Qualche cosa buona ancora la facciamo.Continuo a leggere le notizie e passo a Repubblica.
Ma... Non dice proprio le stesse cose...
Riportano una notizia della Reuters in cui il Governo Turco annuncia l'accordo per il gasdotto South Stream, che passerà nel Mar Nero. Il portavoce del turco racconta anche di come il primo ministro italiano si sia intromesso (senza averne titolo) nella cerimonia della firma dell'accordo per il gasdotto. Reuters riporta, virgolettate quindi come sono state pronunciate, le parole del rappresentante del Governo Turco: "E' il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico. Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader".

Prego? Qualcuno si permette di dire che il nostro primo ministro fa ridere? Dovremmo incenerirlo prima della fine della frase.
E invece? Invece no. La nostra politica lascia che il mondo ci rida dietro. Chi se ne frega degli stranieri, che pensino ciò che vogliono; l'importante è mantenere il consenso interno, anche a costo di dire balle. Perché questo è scritto in quell'articolo del Corriere: delle informazioni non vere.
È la prima volta che mi accorgo di una differenza così smaccata. Non credo che Reuters dia notizie false, vuoi perché l'esercito degli avvocati del premier potrebbe farne un boccone in un attimo, vuoi perché non ne hanno motivo. Piuttosto, non ci sono smentite dalla politica italiana. Ergo, le notizie della stampa straniera sono vere, e se l'agenzia Reuters dice il vero significa le cose scritte sul Corriere della Sera sono alterate.
Non ne faccio un problema di politica ma di etica: questa faccenda significa che esistono giornalisti che sono disposti a scrivere il falso, alla faccia del codice deontologico e dell'amor proprio. Non parlo neanche di dignità... Queste parole 'vecchie' hanno perso completamente di significato. Tutti inchinato al trono del potente. Nel mondo dei presenzialisti umiliarsi dinanzi al potente non è più un atto di viltà. Non mi piace per nulla quello che accade.
Tanto per non dimenticare, ho creato dei PDF degli articoli di cui sto parlando e inserisco qui sotto i link.
Repubblica Corriere Reuters
Ma tanto è... Siamo l'italia della Ruota della Fortuna, del Grande Fratello e delle tette in prima serata. Che ce ne frega se il mondo ci ride alle spalle? Intanto mi rifiuto di scrivere italia con la maiuscola. Quella italia lì, quella con la maiuscola, per ora non c'è e non si sa se tornerà.
Mi hanno invitato ad una breve vacanza in Calabria. Non ci andavo da 30 anni almeno...

Sono rimasto fulminato dalla bellezza del territorio. La foto è esplicativa: tramonto con Luna e Stromboli sullo sfondo. Capo Vaticano fornisce questo genere di spettacoli.
Anche il mare una meraviglia. Pulito, non freddo, gradevole. Erano anni che non mi godevo qualche giorno di spiaggia così di gusto.

Poi a Luglio c'è sempre poca gente...
Già... La gente... Andando in Calabria si ha a che fare anche con i calabresi... Che sono dotati di un carattere un po' particolare: tendono a fare quello che gli pare, ignorando quelle regole che qui al Nord sbandieriamo come 'l'indispensabile organizzazione per vivere'. Qui vivono ugualmente bene facendo quello che gli pare.
Prendiamo il parcheggio, ad esempio. Fa caldo, il sole picchia e i calabresi quando vanno al supermercato parcheggiano l'automonile all'ombra.

Non si può? E chi lo dice? Il parcheggio nel piazzale è vuoto (solo auto di turisti) e all'ombra della tettoia che sporge sopra le porte di accesso al supermercato le automobili dei locali si affollano.
Arrivo al supermercato; non sono un autoctono quindi parcheggio nel piazzale. Mentre mi avvio a piedi verso l'ingresso vedo arrivare un indigeno in auto con moglie e fegli. Ma non ci sono più posti sotto la tettoia e l'unico spazio disponibile è proprio davanti alla porta d'ingresso. E incredibilmente lui si mette proprio lì. Incredibile... A Verona avrebbero chiamato i vigili, i pompieri e pure l'esorcista. Qui una cassiera alla prima apertura della porta automatica lo ha insultato (giuro che non ho capito cosa stesse dicendo) e lui con una espressione delusa ma senza dire una parola ha spostato la macchina.
Facile no? Le regole sono identificate dagli insulti delle persone cui pesti i piedi. Nessun parlamento, nessuno stipendio, nessun politico, nessuna elezione. Ognuno fa come gli pare, e direi che, almeno all'apparenza, sembra funzionare.
Almeno per i locali. I turisti è meglio che parcheggino bene negli spazi appositi.
In treno, da Roma a Verona, un tardo pomeriggio di una caldissima domenica di Luglio. A Firenze sale una famigliola, padre madre ed un figlio dodici/tredicenne.
Loro si siedono davanti a me, lei al di la del passaggio al centro della carrozza. Sono certamente dei moldavi: canottiere improbabili, sandali in perfetto stile sovietico, faccione tonde e corpi compatti e muscolosi. Solo che hanno in mano una guida di Firenze. In lingua russa ovviamente.

Tra loro parlano russo, ma deduco che conoscono abbastanza bene l'italiano quando passa il controllore.
Il loro comportamento attira la mia attenzione: parlano a voce bassa e sembrano persone a modo. Non manifestano maleducazioni moleste, almeno ad un primo impatto.
Lei è una tipica mamma degli anni '60. Quando poi tira fuori dalla borsa una caramella frizzante (le ricordate le Frizz?) e la da al figlio ho rivisto un flash della mia infanzia: in viaggio era solo la mamma che aveva la caramella quando tossivi, il panino se avevi fame, l'acqua quando avevi sete. Ed era sempre lei che ti metteva sul treno e,arrivati a destinazione, guida in mano, ti costringeva a fare a piedi il giro delle sette chiese, leggendo e studiando.
Ho rivisto su queste facce straniere una famiglia italiana della mia infanzia, con la mamma factotum, il babbo che lavora tutta la settimana ma la domenica la dedica ai cari, il figlio ingenuo ma sano nella mente e nel corpo. Ma allora questi... Questi qui sono i nuovi italiani!

Lei a Firenze ha comprato un paio di improbabili sandali di cui è orgogliosissima; credo non siano neanche costati poco. Lui dovrebbe evitare le canottiere in stile 'muscoli e panza' e -soprattutto- evitare di far mettere al figlio quelle magliette della Kinder che fanno tanto colonia. Certamente non sono dei professori universitari (probabilmente lui fa un lavoro manuale pesante, visti i muscoli e le mani di chi lavora) ma un minimo di gusto 'italiano' non guasterebbe. Su che ce la fate se vi impegnate...
Comunque c'è poco da ridere... Si sono comprati la guida e se ne sono andati col treno da Verona a Firenze (250 km). Hanno fatto il giro dei monumenti, delle piazze, delle vie coi negozi e se ne tornano a casa. Non so quanto abbiano capito di tutto ciò che hanno visto ma il solo averlo fatto merita un plauso. E sono certo che le famiglie italiane che non lo hanno mai fatto siano tante. Se questi sono i nuovi italiani devo dire di essere contento.
E per restare in tema, non è che potremmo fare uno scambio con gli italiani che non sono mai andati a Firenze con una guida? Con quelli 'de coccio' insomma? Voi ci date questi e noi vi diamo quelli.
Alle volte i meccanismi burocratici si inceppano e si entra in 'loop' infiniti. Si definisce come loop 'una situazione ripetitiva che non cambia mai', il 'giro di Peppe intorno alla Reale' della mia infanzia.
Venerdì scorso mi arriva una raccomandata dalla AGSM. Dicono che non ho pagato una bolletta da 300€. Falso, l'ho pagata: si sono sbagliati.
C'è un breve antefatto... Mesi fa arrivò una bolletta errata dell'AGSM da oltre 1.000€; l'omino che leggeva i contatori lesse 1 e scrisse 7, certificando in 2 mesi un consumo di 7 anni, impossibile anche ipotizzando i miei 3 kW per 24h/24. Questo semplice ragionamento non fu fatto (certificando l'inettitudine delle persone preposte) e si presero il denaro dal conto. Intanto paghi, poi parliamo. Da allora preferisco sapere cosa pago ed ho disdetto l'addebito sul conto preferendo pagare le bollette con dei bonifici dal piccì.
Apro quindi il mio programma di home-banking per cercare i dati del bonifico. Eccolo lì... Trovato. Faccio una immagine dello schermo, elimino i dati personali (altri movimenti, numeri di conto, ecc.) e cerco sulla raccomandata l'indirizzo e-mail cui inviare gli estremi del pagamento.
Trovato... RecuperoCrediti@AGSM.it. Molto bene. Invio e non ci penso più.
Stamattina torno (sono stato a Roma a prendere caldo e trovare mia madre e mio fratello) e vedo una e-mail dell'AGSM. Il signor AAA.BBB@agsm.it (apparentemente destinatario ultimo del messaggio inviato, colui che deve gestire la pratica) mi informa che sarà in vacanza dal 15 al 22 giugno e nel frattempo le comunicazioni vanno inviate al sig. CCC.DDD. Benissimo: prendo la mail inviata e la inoltro al nuovo indirizzo.
Passano pochi minuti ed il mio sistema di posta mi segnala una e-mail.
Destinatario sconosciuto. Geniale... Il sig. CCC.DDD non esite.
Allora... Se invio a RecuperoCrediti mi risponde AAA.BBB e mi dice che non è in ufficio ma di inviare a CCC.DDD, che però non esite. Leggo la raccomandata. C'è un numero verde per comunicare gli estremi del pagamento. Ma non li ho perché quando ho fatto il bonifico non ho stampato la ricevuta. Per averla dovrei andare alla mia banca e chiederla. Ma è una enorme perdita di tempo e per un loro problema non ho voglia di sprecarne, visto anche che ne ho poco. In alternativa si può andare alla sede dell'AGSM e presentare la ricevuta. Ma sono pazzi? Per un loro problema dovrei perdere del tempo? Non se ne parla proprio.
La situazione è senza via d'uscita, almeno fino al 22 giugno, giorno in cui tornerà il famigerato sig. AAA.BBB, che indicando un nome sbagliato nel suo messaggio di risposta automatico ha generato questa malfunzione.
Più passa il tempo più mi rendo conto che troppo spesso il problema sono le persone, non i meccanismi.
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