Di Giovanni (del 03/08/2010 @ 16:50:00, in italia, letto 55 volte)
Torno da Verona da Roma in treno. Come mi accade spesso.
A Verona il parcheggio dei taxi è sulla sinistra della costruzione. I treni da provenienti da Roma hanno la testa del treno sul lato sinistro della stazione, la fine del treno dal lato opposto.
Quando sono in coda al treno e ne ho voglia, cinque minuti prima dell'arrivo mi muovo verso la testa del treno per arrivare prima ai taxi ed evitare la ressa. Stavolta vicino alla porta di uscita della prima carrozza, subito dietro la motrice, vedo un bellissimo schermo touch screen. Dovrebbe fornire informazioni su Trenitalia, tariffe, orari, e tutto ciò che al viaggiatore potrebbe servire. Manca qualche minuto e mi metto a pastrocchiare.
Tocco una voce del menu, poi un'altra... Ma... Non c'è assolutamente nulla.
Una sola schermata, che peraltro che non dice nulla, identica qualsiasi cosa si faccia. Niente in lingue diverse dall'italiano, niente informazioni sui treni, sulle tariffe. Niente di niente. Desolante.
Questo è ciò che Trenitalia pensa di dover dire ai propri clienti? Non ci trovo nulla da ridere. Il punto informativo era meglio lasciarlo spento o con una scritta 'servizio in allestimento'. Meglio dire 'sto preparando' che 'non ho nulla da dire'.
Mi rendo conto che si potrebbe percepire un certo accanimento, da parte mia, nei confronti di Trenitalia. Posso assicurare chi legge che dopo due anni di treni a lunga percorrenza e di locali ne ho talmente le scatole piene che questo descrivere le cose che non vanno nel trasporto ferroviario in Italia è per me un impegno civile. Andare a Roma costa 64 euro (una enormità: se non trovo posto in seconda mi conviene affittare una piccola auto perché auto, autostrada e benzina costano meno dell'andata e ritorno in prima ) ed ogni volta rifletto sulla scarsa qualità del servizio che ottengo. Stavolta nella mia carrozza c'era una specie di pazza (non scherzo: secondo me aveva dei seri problemi di comportamento) che era andata a Roma ad una qualche manifestazione di cattolici. Aveva freddo (l'aria condizionata era accesae la temperatura interna di 24°) ed ha talmente rotto i coglioni che il cretino dei servizi a bordo l'ha spenta. 64 euro per stare al caldo? Ma siamo matti? Una persona ne costringe 100 ad avere caldo? E la colpa non è di Trenitalia, perché l'uomo dei servizi non è un dipendente Trenitalia ma di una ditta che in sub sub sub appalto fornisce il servizio. Forse il problema è proprio questo: qualsiasi cosa accada non è mai colpa di nessuno e non c'è mai un responsabile.
E, tanto per cambiare, il treno è arrivato con 5 minuti di ritardo.
Di Giovanni (del 27/07/2010 @ 11:36:18, in italia, letto 51 volte)
Eccomi di nuovo qui... Sono stato una decina di giorni in giro per la Sardegna.
A Luglio è una cosa meravigliosa: poca gente, anche a causa della crisi che, malgrado il nostro governo sostenga il contario, c'è e si sente. Mare pulito, clima perfetto per le vacanze: caldo di giorno e fresco la notte per via del maestrale che arriva giù dalla Francia. E poi... Erano anni che non ci mettevo piede, e la sensazione è stata quella di vedere un luogo in cui è stato fatto (e si sta facendo) un buon lavoro.
Intanto la pulizia. Poche, pochissime carte e porcherie in giro per le strade. Non ho visto neanche una lavatrice, un frigo buttati lì a fianco della strada (altre regioni italiane blasonatissime che hanno fatto dell'ambiente la loro immagine sono un disastro; se non ci credete andate sulla Sila dopo Ferragosto). Ordine ovunque, poco costruito: a volte si percorrono chilometri senza vedere case e quelle poche sono basse e nascoste dagli alberi e quindi non si notano. Questo almeno nella Gallura, dove ero...
Alla faccia della politica ho visto anche pochissimi estracomunitari. Qualche nero che però parlava sardo, segno che era lì da tempo. Praticamente nessun ambulante e nessun marocchino, nessuno zingaro o nullafacente. Molti rumeni e moldavi, occupati nell'edilizia e nelal ristorazione. Ho domandato agli indigeni e la risposta è stata che sono arrivati come nel resto dell'Italia e che poi se ne sono andati.
Credo che uan possibile chiave di lettura della faccenda sia il fatto che i sardi amano e controllano il loro territorio. Sei in una strada bianca da incubo e come d'incanto vedi spuntare un pastore tutto vestito di nero che ti saluta e, come è apparso, scompare. Quello ti ha visto e non c'è margine per chi non è sardo e vuole nascondersi: qualsiasi cosa tu faccia la mattina dopo lo sa tutto il paese.
Quest'anno siamo andati a cercare qualcosa da vedere anche all'interno dell'isola... Ed abbiamo trovato Nuraghe, le Tombe dei Giganti, necropoli; la storia della Sardegna è affascinante quanto la bellezza del suo mare.
Tornando da una visita a Castelsardo (posto bellissimo) nei campi abbiamo visto una chiesa romanica meravigliosa. Restaurata, pulita, ordinata... Una meraviglia.
E poi generatori eolici ovunque, a siglare quello che a me sembra un forte segno di riscossa della popolazione sarda, che negli utlimi 40 anni non ha proprio visto il fiorire dell'economia nell'isola. Posso assicurare che qualche centinatio di eliche che girano sparse sull'altopiano sono uno spettacolo meravigliosamente suggestivo, sia nella sua estetica minimalista che nei contenuti ambientali ed energetici. Insomma... A me sti generatori eolici piacciono.
Unica nota stonata la statale 133. Un budello con il limite a 50 kmh. Che ovviamente non rispetta nessuno. E quando il caso si unisce all'alta velocità può accadere che una vespa entri in un finestrino ed un guidatore, nel tentativo di farla uscire, sbandi e colpisca in pieno l'auto che viene in senso opposto.
Sbang... Airbags che eslpodono, lamiere che urlano, sangue sugli occhi, sirene che lacerano le orecchie. Il guidatore dell'auto piccola bloccato nell'auto. I pompieri che cercano di fare in fretta... Non ce la fa...
Stavo facendo una passeggiata e poco prima di Santa Teresa lo spettacolo era questo. Causato da una vespa dicono le Forze dell'Ordine ed i verbali. Io credo anche a causa dell'alta velocità. Ma non basterebbe pensare che se ci hanno scritto 50 kmh forse c'è il suo bel perché? Una vita buttata, vacanze rovinate... Per arrivare 5 minuti prima?
Ah dimenticavo... L'ultima spina nel culo (ma oramai ci sono abituato)... Il treno Roma Verona con 57 minuti di ritardo; ovviamente il rimborso scatta a 60 minuti. Al grande fratello io ci credo...
Di Giovanni (del 07/06/2010 @ 15:11:00, in italia, letto 122 volte)
Lo so che è cosa trita e ritrita. Ma io sto ragionamento l'ho fatto solo oggi.
Siamo primi la mondo in quanto ad auto blu e, genericamente, pubbliche.
E questo lo sapevamo, direte voi.
Solo che ho fatto una piccola divisione e mi sono accorto di quante auto pubbliche ci sono per abitante.
Ebbene... Al 2009 le auto pubbliche sono 624.330; siamo una sessantina di milioni di abitanti qui nella bella Italia... Quindi? Semplifichiamo... 60.000.000 / 600.000 ... Ma fa 100... Abbiamo una auto pubblica ogni 100 abitanti????
Ebbene si: ogni 100 abitanti un italiano guida ed almeno un altro viene trasportato da una auto pubblica, pagata da tutti noi.
C'è da dire che nei 624 mila e passa sono calcolate tutte le auto pubbliche (della Polizia, dei Carabinieri, dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, le auto dell'Enel e delle Asl e di tutte quelle aziende statalizzate), ma il dato è pazzesco. Anche perché il secondo paese in classifica, gli Stati Uniti d'America di auto pubbliche ne hanno 'solo' 75.000. E loro sono oltre 300 milioni mentre noi solo 60.
Anche la Francia, con 80 milioni di abitanti ha un decimo delle nostre auto pagate dalle casse dello stato. Un decimo, e non mi pare che in Francia si viva male.
Nun se famo manca' gnente, direbbe il povero Alberto Sordi.
Da queste due tabelline si evince anche che alcuni paesi europei 'ricchi' (Francia, Inghilterra) ed anche gli Stati Uniti (che ricordo hanno una popolazione di oltre 300 milioni di abitanti) tra il 2008 ed il 2009 hanno cercato di ridurre in numero delle auto pagate dai contribuenti, mentre in Italia sono aumentate.
Siamo dei creativi e ci piace andare controcorrente, specialmente quando la macchina la paga qualcun'altro.
Di Giovanni (del 19/05/2010 @ 19:22:43, in italia, letto 475 volte)
Prendo un paio di treni la settimana, fino ad un anno fa quattro... Dire che non ho un buon rapporto con TrenItalia è un eufemismo. E a dire che appena posso rigiro il coltello nella ferita non si mente.
Poco fa ho acquistato due biglietti del treno. Andata e ritorno da Verona a Roma. 128 eurini. Utilizzando internet: molto ma molto comodo.
Sto per uscire dal sito e vedo 'Vuoi avere la tale Carta Servizi?' Leggo di cosa si tratta e decido di richiederla.
Compilo varie schermate. Tutto molto semplice e saggiamente guidato. Arrivo alla fine.
Dicono che hanno inviato una email con un codice. Dovrò cliccarci sopra per confermare la registrazione. Solo così mi spediranno l'agognata carta servizi.
Chiudo il browser ed apro la posta. Il messaggio c'è, ed anche il link.
Click... Passa qualche secondo ed appare questa cosa:
Ma come i parametri non sono validi... Me lo avete dato voi quel link lì da cliccare.
Ecco una perfetta istantanea di TrenItalia. Buona volontà, forse anche qualche idea... Ma 'je manca sempre na lira pe fa un mijone'.
Nulla, ma proprio nulla, è completato al 100% in TrenItalia. Manca sempre qualche cosa. Non faccio esempi perché sarebbe deprimente.
Basta buttare un occhio alla tabellina degli arrivi in orario lì a destra per farsi una idea. E metto tutti i treni, non solo quelli che arrivano in ritardo. Si, non ne è MAI arrivato uno in orario.
Intanto io, da bravo utente, come sempre passo le mie giornate con la consueta spina nel culo. Magari con un paio di mutande di bandone darebbe meno fastidio...
Di Giovanni (del 29/01/2010 @ 14:52:20, in verona, letto 274 volte)
Il 31 gennaio, a partire dalle ore 21.00, ci sarà una serata benefica al Teatro Nuovo di Verona.
Scopo aiutare gli Abruzzesi disastrati dal terremoto.
Ci saranno tre dei più grandi chitarristo italiani (Massimo Varini, Andrea Braido, Dodi Battaglia), Rossana Casale, la cantante lirica Cecilia Gasdia. Serata unica, dal mio punto di vista, per ascoltare buona musica acustica.
L'entrata (non sono sicuro però) è 12€. I biglietti sono disponibili in prevendita nei soliti posti.